2018 Anno del Cibo

2018 Anno del Cibo Italiano: la presentazione

Al Collegio Romano la conferenza stampa di presentazione dell'Anno del Cibo Italiano, con i Ministri Franceschini e Martina

Turismo e cibo: la via italiana

Oltre un miliardo e duecento milioni di viaggiatori internazionali. È questa la cifra straordinaria del mondo in movimento e in crescita oltre ogni crisi. Prima ancora che il fattore economico a stupire è l’enorme fenomeno umano e sociale. Un dato che denota sempre più tendenze nuovissime, come emerge da tutte le più recenti analisi.
A muovere milioni di viaggiatori sono sempre di più motivi esperenziali:  coinvolgimento diretto, curiosità e desiderio di conoscenza per culture e tradizioni diverse, una forte attenzione all’autenticità, alla sostenibilità, al benessere.

Questo scenario sta comportando, anche nel nostro Paese (grazie anche al Piano Strategico del Turismo  approvato nel febbraio 2017 dal CdM con l’obbiettivo generale di crescita dell’offerta), un profondo rinnovamento dei modelli turistici, aprendo sempre più l’offerta in direzione della sostenibilità, dell’intelligente adattamento alle nuove tendenze della domanda e sulla qualità dell’accoglienza.

Una strategia per valorizzare proprio gli asset dell’offerta turistica, in grado di rispondere con più efficacia al mondo del turismo che cambia. Tra questi, il patrimonio enogastronomico del Paese assume un valore centrale.

Il cibo italiano è, infatti, un elemento imprescindibile della “esperienza Italia”. Lo è per la sua capacità di rappresentare il Paese e la sua cultura, per la sua riconoscibilità e attrattività internazionale, per la capacità di generare condivisione e racconto.

Il patrimonio enogastronomico è parte essenziale del paesaggio culturale italiano. Secondo l’UNTWO è proprio l’unicità del patrimonio culturale intangibile a determinare sempre di più il fattore discriminante della competitività turistica. L’Italia, da questo punto di vista, parte certamente da una posizione di vantaggio, proponendosi ai mercati internazionali con un’offerta pressoché unica, in grado di legare cibo, cultura e ambiente in un mix che inscindibile: sostenere questa offerta significa non solo generare valore per i territori, ma anche rispondere appieno alle esigenze dei più moderni flussi turistici interessati all’autentico e al tipico.

Il cibo rappresenta la porta di accesso più veloce e immediata a un territorio; è la prima esperienza con la quale il viaggiatore contemporaneo si relaziona con cultura e tradizioni del luogo. La straordinaria varietà dei paesaggi italiani, della loro storia, riflette l’altissimo numero dei gate di accesso gastronomici, tutti dotati di notorietà worldwide. Un vero giacimento di opportunità per il mercato turistico.

Il valore attrattivo è tutto giocato sul concetto del vivere all’italiana. Mangiare italiano rappresenta infatti e in tutto il mondo, uno stile da imparare, vivere, raccontare. Anzitutto perché universalmente riconosciuto come stile di vita sano. E’ per questo che l’Anno del Cibo Italiano intende parlare non solo ai segmenti più strettamente leisure della domanda turistica, ma anche a platee più vaste, interessate alla ricerca – ormai globale – di stili di vita salutari. La qualità del cibo italiano ed il valore indiscusso della Dieta mediterranea, patrimonio UNESCO, rappresentano grandi attrattori per milioni di persone che desiderano, sognano e comprano un viaggio in Italia.

2018 Anno del Cibo

Le azioni in campo

Il Ministro Franceschini ha approvato la direttiva che dedica il 2018 l’anno al Cibo Italiano. Attraverso la costituzione di un apposito Comitato e la stretta collaborazione con il MIPAAF, si promuoveranno iniziative e azioni che siano in grado durante l’anno di rappresentare la produzione eno-gastronomica e la cucina italiana come grandi attrattori turistici del nostro paese.

  • MiBACT e MiPAAF attueranno una completa ricognizione di prodotti agricoli ed agroalimentari di eccellenza, ricette della cultura alimentare e culinaria dei territori italiani, circuiti ed itinerari di offerta enogastronomica, eccellenze di conoscenze e sapere.
  • Questi interventi sono funzionali anche al rafforzamento di itinerari interregionali di offerta turistica, in coerenza con il lavoro già realizzato con il 2016 Anno dei Cammini e il 2017 Anno dei Borghi. Dell’infinito patrimonio italiano, verrà promossa la conoscenza internazionale, con particolare riferimento all’organizzazione di esperienze gustative relative ai prodotti a denominazione di origine e ad indicazione geografica.
  • Insieme al MAECI ed agli Istituti Italiani di Cultura all’estero, verrà realizzata una grande campagna di comunicazione internazionale sul brand Italia. Inoltre, il progetto “Vivere all’italiana” consentirà una promozione della lingua italiana, arte e cultura, archeologia e sistema museale, enogastronomia, università e ricerca, scienza e tecnologia, design, industria culturale e creativa, sport, territori.
  • Insieme al MIPAAF, al MAECI e al MIUR verrà promossa la cucina italiana di qualità. Attraverso l’organizzazione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo Ambasciate, Consolati e Istituti italiani di Cultura presenteranno i prodotti alimentari di eccellenza rappresentativi dell’Italia e del gusto italiano a milioni di consumatori nel mondo, in prosecuzione delle tematiche di Expo Milano 2015.
  • Verrà definito un accordo tra MiBACT e Cassa Depositi e Prestiti per sviluppare i servizi di accoglienza (informazione, didattica, visite guidate, agri-musei, etc.) rivolti ai turisti presenti lungo gli itinerari di turismo lento. L’obiettivo è favorire l’accesso al credito delle imprese operanti nel settore turistico-culturale e del turismo enogastronomico con investimenti diretti allo sviluppo di prodotti agricoli ed enogastronomici che possano arricchire i percorsi di visita.
  • In tutta Italia il MiBACT compone, selezionando e patrocinando iniziative regionali e territoriali, il Calendario delle Attività dell’Anno del Cibo Italiano. Un lungo cartellone di eventi, un grande viaggio da nord a sud del Paese, che rappresenterà un ulteriore elemento di attrattività per i turisti di tutto il mondo. Particolare attenzione sarà dedicata ad una campagna di comunicazione, anche sui social, da realizzarsi insieme ad ENIT.
  • E’ in corso di realizzazione una piattaforma informativa orientata, oltre che alla diffusione delle iniziative realizzate, all’approfondimento e alla divulgazione dei temi trattati dall’Anno del Cibo Italiano.
2018 Anno del Cibo

Il cibo è parte integrante del patrimonio culturale italiano e dell’immagine del nostro Paese nel mondo. Per questo motivo insieme al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali abbiamo fortemente voluto che il 2018, dopo le positive esperienze del 2016 Anno dei Cammini e del 2017 Anno dei Borghi, fosse l’Anno del Cibo Italiano, con una serie di iniziative capaci di promuovere la ricchezza, l’eccellenza e la varietà della nostra tradizione enogastronomica”.
Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo

Con il 2018 Anno del Cibo Italiano ribadiamo il valore identitario dell’agroalimentare per il Paese. Un legame profondo con la storia e le tradizioni dei nostri territori. Lo facciamo attraverso iniziative e progetti che abbiamo presentato oggi e che, da Nord a Sud, coinvolgono tutti i protagonisti del settore. Perché le nostre eccellenze enogastronomiche non rappresentano solo un’enorme risorsa economica, come confermano i dati dell’export agroalimentare con il record dei 41 miliardi di euro nel 2017, ma anche una straordinaria occasione per raccogliere e promuovere una grande eredità culturale. Il cibo diventa così, ancora una volta, un mezzo per conoscere, condividere, confrontarsi. Lo abbiamo visto con Expo Milano 2015, dove siamo stati protagonisti del dibattito internazionale sulla questione alimentare globale. Lo sperimentiamo ogni giorno nelle realtà locali con i distretti del cibo, uno strumento nuovo di programmazione territoriale nel quale crediamo molto. Lo affermiamo con l’impegno che mettiamo nel sostenere le candidature dei nostri territori e delle pratiche agricole e alimentari nella Lista dei Patrimoni mondiali dell’Unesco. Una chiave fondamentale anche dal punto di vista turistico. Basti pensare all’enoturismo, uno straordinario settore in crescita. Tutto questo è l’Anno del Cibo Italiano, che non deve finire, in termini di politiche di internazionalizzazione e promozione, il prossimo dicembre. Il mondo ci guarda e ha fame d’Italia. Rispondiamo con il nostro saper fare. Con l’orgoglio del nostro sistema Paese”.
Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali

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